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Passeggiando per Trieste… da sempre nel cuore della citta!

In piazza Grande, ora piazza dell’Unità d’Italia, sorge la farmacia “Ai due Mori”. All’inizio del secolo scorso era retta da Antonio Zampieri, era egli un carbonaro, un affiliato alla famosa società segreta. Nel retrobottega della farmacia, tra alborelli, vasi officionali, mortai ed il profumo di mille essenze aromatiche, il gruppo sparuto tramava contro le istituzioni della solida monarchia asburgica, ideando (senza portare a termine) piani eversivi. Fu ospite di questa vendita anche un carbonaro famosissimo per i tempi: Felice Argenti. Questo personaggio fu cacciato da tutte le polizie del mondo, vide carceri toscane e pontificie, conobbe lo Spielberg e combatte in Spagna e nel Messico. “Nulla sfugge all’i.r. Polizia austriaca”, così si espresse un giorno il Principe di Metternich, ed era vero! Poco fecero i carbonari a Trieste, anzi quasi nulla…

Ma la farmacia “Ai due Mori”, chiaramente allusiva a Michez e Iachez, venne fondata nel 1750, poi di G.B. Giorgini (casa Zois, Rocca) e dal 1884 del dott. Antonio Praxmarer, oggi appartiene al dott. Giulio Longo, figlio di Paolo Longo anch’egli un tempo proprietario della farmacia.